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Siete amanti delle isole sperdute e selvagge? Allora abbiamo quello che fa per voi! Tra le 15 Isole che formano l’arcipelago delle Cook, a metà strada tra la Nuova Zelanda e le Hawaii, c’è infatti Mauke, 280 Km a est dell’isola principale Rarotonga, da cui dista solo 50 minuti di volo. Altrimenti nota come “Akatokamanava”, letteralmente “il luogo dove riposa il mio cuore”, è un vero e proprio Eden di straordinaria bellezza, un’isola giardino dove i fiori, di cui gli abitanti sono davvero orgogliosi, crescono ovunque meravigliosi e spontanei.

L’isola è abbracciata dalla barriera corallina, dove ogni giorno si possono scorgere gli abitanti locali pescare la propria cena, mentre l’interno, ricco di piantagioni e macchia tropicale, è costellato da misteriose grotte che nascondono piscine naturali nelle cui acque cristalline gli escursionisti possono rinfrescarsi. Le grotte sono accessibili dalla strada costiera e grazie ai trekking tour attraverso la giungla tropicale, per cui è consigliato affidarsi alle esperte guide locali. Uno dei tour più amati è quello che segue la strada per la grotta di Motuenga, dove i viaggiatori rimangono estasiati e sorpresi alla vista dello straordinario albero di Banyan di Mauke, che si dice sia uno dei più grandi del Sud Pacifico. Vai Tango è di gran lunga la grotta d’acqua dolce più facilmente accessibile, con una profonda piscina trasparente con un magnifico tetto di stalattiti. I locali spesso la domenica vengono qui a nuotare dopo la cerimonia religiosa, un momento da non perdere.

Uno scorcio dell’isola dall’alto

Capiterà di rado di incrociare uno dei pochissimi abitanti locali – sono solo 300 – per cui la privacy è garantita nelle incantevoli insenature e sulle piccole spiagge dorate che costeggiano questa incantevole isola. Quando, invece, avrete voglia di due chiacchiere e un po’ di movimento, niente paura… basta fare un salto al Tura’s Bar, che con la sua banda musicale live e i gruppi danzanti saprà accendere d’allegria le vostre serate.

Sono due i prodotti tipici per cui è nota l’isola: le profumate ghirlande di maire, che le donne locali raccolgono e intrecciano per esportarle alle Hawaii, dove sono molto richieste per le cerimonie speciali, e il suo “olio miracoloso” o akari pi, olio di cocco mescolato all’erba pi, che poi viene esportato a Rarotonga, famoso per le sue proprietà curative e l’idoneità per il massaggio.

Come ogni isola del Pa Enua, anche Mauke colleziona una storia e delle leggende uniche. Un luogo affascinante da visitare sono le falesie sopra la baia di Araiti, dove si trova la tomba di Kea. La leggenda narra che Kea, una bellissima donna maukese, rimase seduta su questa scogliera mentre suo marito Paikea pescava oltre la barriera corallina. Paikea era noto per essere un grande pescatore ma un giorno, mentre stava per tornare a casa con il suo pescato, fu trascinato al largo da un uragano. L’uomo approdò fortunatamente sano e salvo sull’isola di Mangaia, ma Kea, ignara di ciò, pensò che fosse morto in mare. Si dice che la donna non lasciò mai la baia e vi rimase in attesa giorno dopo giorno, finché alla fine morì a causa della grande tristezza e del cuore spezzato. Un cumulo di pietre e una piccola placca coprono oggi le sue spoglie.

Il sorriso di una delle 300 abitanti dell’isola

Una storia davvero singolare è anche quella di Ziona, o come la chiamano i locali la “Chiesa divisa”, descritta dal rinomato artista neozelandese Samuel Palmer, come una delle 12 chiese più singolari del mondo. Costruita nel 1882 al confine tra due villaggi, Ngatiarua e Areora, è un intrigante esempio di architettura occidentale antica, con influenze del Pacifico, e di ingegnosità locale. Si decise di costruire una sola chiesa, con la convinzione che un singolo luogo di culto sarebbe stato sufficiente per soddisfare i bisogni spirituali di entrambi i villaggi. I materiali da costruzione esterni e il lavoro necessario per erigere la chiesa furono debitamente forniti da entrambi, ma una volta che la struttura fu eretta, i due villaggi non riuscirono a trovare un accordo sul design da dare agli interni. Si decise così di amalgamare due diversi disegni ed un muro fu inizialmente costruito nel mezzo della chiesa per separare i due villaggi, in seguito demolito e sostituito con un pulpito, da cui il pastore conduceva il servizio con un piede su un territorio, un piede sull’altro. Ancora oggi, dopo 136 anni, la chiesa di Ziona rimane sempre la stessa, con l’interno dell’edificio che presenta colori semplicemente sbalorditivi.

A Mauke il tempo si muove ad un ritmo languido, con il profumo dei fiori e il sole inebriante ed il clima sempre caldo e mite. I locali, sempre cordiali e accoglienti, regalano ai visitatori ghirlande di fiori profumati e caldi sorrisi: all’arrivo per dar loro il benvenuto, al momento della partenza per augurar loro di tornare presto.