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Il Tempio di Kukulkan a Chichèn Itzà

C’è un Messico che non è “solo” Messico. Una terra in parte ancora oggi isolata, lontana dalle zone più continentali, dove a farla da padrone sono il verde della foresta e le tinte pastello dei paesaggi caraibici. Per capirlo basta guardare i visi dei suoi abitanti: occhi scuri e “strizzati”, la pelle olivastra, il sorriso timido. I tratti “europei” dei messicani metropolitani, qui, nella penisola dello Yucatán, sono ancora una rarità. Sono loro i discendenti dei Maya, un popolo che, a dispetto di quello che si può pensare, esiste ancora e conserva la sua cultura millenaria. Oggi questo straordinario territorio sta provando a tornare ai suoi antichi splendori grazie al turismo e al boom della costa sud-orientale, la Riviera Maya, che è diventata la principale porta d’ingresso della penisola.

Nord-americani, europei, ma anche asiatici prendono d’assalto i litorali d’oro e smeraldo che vanno da Cancùn in giù, dove non si contano i resort e i villaggi turistici. Per fortuna non sono attirati solo dai paesaggi caraibici delle sue spiagge. Perché lo Yucatán è molto di più. È il mistero delle piramidi Maya, è la suggestione dei cenote, è l’allegria e la movida delle sue “avenidas”, è la meraviglia della sua natura.

Viaggy.it vi propone 5 esperienze che non si possono non fare quando si visita questo splendido angolo del Messico.

Esplorare le città Maya: Chichèn Itzà, Tulum e Cobà

“El Castillo”, il principale edificio del sito di Tulum

Arrivare nello Yucatán e non visitare le città Maya, sarebbe come andare a Roma e non vedere il Colosseo. Irrinunciabile la visita a Chichèn Itzà, forse il più importante sito archeologico Maya in assoluto, considerato una delle Sette Meraviglia del Mondo Moderno. Immerso nella foresta tropicale, per raggiungere questa perla bisogna inoltrarsi nell’entroterra della penisola. Quando si arriva nella radura dove sorge la città, si capisce subito di essere davanti ad un’antica capitale: Chichèn Itzà ha dominato per tre secoli tutto lo Yucatán (dal 600 a.C. in poi). In questo enorme complesso archeologico è possibile ammirare lo splendido Caracol, l’osservatorio astronomico, che con la sua sagoma ricorda il Campidoglio di Washington, il Tempio dei Guerrieri e la Tomba del Gran Sacerdote. Ma il suo edificio più celebre è senza dubbio il Tempio di Kukulkan, una piramide alta 30 metri dedicata al dio Serpente Piumato. Poco lontano si trova anche il “Campo della pelota”, un’arena lunga circa 166 metri, delimitata da mura alte 12 metri che ai lati sorreggono due anelli di pietra intagliata con figure di serpenti intrecciati. A dispetto di quanto fa intendere il nome, il “gioco della pelota” aveva poco di ludico: i suoi significati erano fortemente rituali e non di rado la partita poteva concludersi con la decapitazione dei giocatori.

Altro sito imperdibile è Tulum. Qui i Maya avevano decisamente mostrato buon gusto nella scelta del luogo dove edificare la città. Tulum sorge, infatti, su un alto costone roccioso a picco sul mare ed è attorniata da spiagge stupende. I riflessi argentati degli edifici maya contrastano piacevolmente con il luminoso turchese del mar dei Caraibi, regalando a questo luogo un’atmosfera indescrivibile. L’edificio più importante e anche il più suggestivo è “El Castillo”, una costruzione eretta con scopi difensivi che serviva per controllare il braccio di mare davanti alla città. All’interno del sito è possibile anche fare curiosi quanto inconsueti incontri con iguane, coati e uccelli tropicali dai colori sfavillanti.

Non lontano da Chichen Itzà e Tulum, troviamo un’altra meraviglia Maya: Cobà. Pur essendo meno nota delle sue “sorelle”, questa città è la più antica delle tre e secondo gli archeologici nel periodo di massimo splendore (dall’800 al 1100 d.C) contava oltre 50 mila abitanti. Visitare questo sito è veramente un’esperienza suggestiva. Col passare dei secoli la Natura si è ripresa il suo spazio e la città ora è immersa in un contesto selvaggio, con il verde della foresta tropicale a dominare il paesaggio. L’edificio principale è il Tempio di Nohuch Mul che con i suoi 40 metri d’altezza è la piramide Maya più alta della penisola dello Yucatán. Qui è possibile ancora scalare il monumento (in tutti gli altri siti è vietato per motivi di sicurezza) e godere dall’alto del “mare verde” in cui tutto il sito archeologico è immerso.

Tuffarsi nelle acque dei cenote

Il cenote “Ik Kil”, a pochi chilometri di Chichén Itzá

Una delle meraviglie naturalistiche imperdibili quando si visita lo Yucatán sono i cenote. Impossibile non incontrarne uno durante il viaggio, dato che in tutta la penisola se ne trovano oltre 6 mila. Queste splendide piscine naturali si sono formate per via della conformazione carsica del territorio: la roccia calcarea scavata dall’acqua nel corso del tempo ha creato queste suggestive cavità colme di acqua dolce. Solitamente si presentano di due tipologie: quelle che hanno le sembianze di una vera e propria piscina a cielo aperto e quelli sotterranei, dove tra stalattiti e stalagmiti si insunua un’acqua dai riflessi smeraldini. Impossibile fare una classifica dei più belli, dato che sono innumerevoli e tutti magnifici. Ci limitiamo a segnalarne due. Il primo è forse quello più celebre di tutti e non è raro trovare la sua foto nei cataloghi di viaggio che riguardano il Messico. Si tratta di “Ik Kil”, una straordinaria cavità profonda circa 40 metri, ornata dalla flora tropicale, con cascatelle e liane che cadono dall’alto sino a sfiorare l’acqua verde-smeraldo. Questo cenote è uno dei più frequentati anche per via del fatto che si trova a soli 3 km da Chichen Itzà e di solito chi visita il sito archeologico poi ne approfitta anche per rifocillarsi con un bagno rigenerante in questo straordinario spettacolo della Natura.

Non lontano da Tulum troviamo il cenote “Tak Beh Ha” che in lingua Maya ha il suggestivo significato di “La via dell’acqua nascosta”. Ed in effetti per accedere a questo luogo magico occorre entrare in una grotta sotterranea. Una volta dentro la visione è emozionante: le stalattiti biancastre della grotta si tuffano nell’acqua limpida del cenote che stupisce per le sue sfumature di azzurro. Ancora più suggestivo fare snorkeling e osservare il fondale: le stalagmiti con le loro forme fantasiose affiorano dalle pareti rocciose. L’acqua si infila in cavità che scendono nelle profondità della terra per metri, lasciandoci la curiosità di domandarci cosa si possa nascondere oltre l’oscurità.
Non è un caso che i cenote fossero considerati dei luoghi sacri e magici da parte dei Maya. La stessa parola “cenote” in lingua Maya significa “pozzo sacro” e secondo la tradizione questi luoghi erano un punto di accesso per parlare con le divinità. Qui gli antichi erano soliti anche svolgere sacrifici umani in onore del dio della pioggia. Nei fondali di tanti cenote sono stati ritrovati scheletri (soprattutto di bambini) e altre offerte votive.

Fare il bagno a Isla Contoy

Uno scorcio della spiaggia principale di isla Contoy

Chiudete gli occhi. Pensate ad una spiaggia caraibica. Il sole, le palme, l’acqua smeraldina, la sabbia bianco-borotalco. Ora riapriteli: probabilmente la vostra mente ha disegnato i tratti di isla Contoy. Questo piccolo angolo di paradiso si trova a largo di Cancùn, all’interno di un parco naturalistico nazionale. Un condensato di bellezza che racchiude tutto il meglio dei caraibi. Potrete abbronzarvi sotto il sole tropicale, stare all’ombra delle palme, fare il bagno nelle acque tiepide oppure “fare conoscenza” con barracuda, iguane e paguri.
Posta proprio dove le acque del mar dei Caraibi si uniscono a quelle del Golfo del Messico, quest’isola è lunga appena 8,5 km e si può raggiungere con circa un’ora di navigazione dal porto di Cancùn. Oltre alla bellezza dei suoi paesaggi, isla Contoy è un vero proprio tesoro dal punto di vista della flora e della fauna, con decine e decine di specie di uccelli e piante che si trovano sui suoi lidi. Per questo motivo il governo nel 1998 decise di farne un parco nazionale, con forti restrizioni al suo ingresso. Sono ammesse solo 200 persone al giorno ed è vietatissimo utilizzare sostanze chimiche, come ad esempio le creme solari.

Una delle poche strutture presenti nell’isola è una spaziosa e ombrosa veranda all’aperto, coperta da una tettoia di foglie di palma, dove viene servito il pranzo. Qui potrete gustare un ottimo pesce grigliato, pollo, insalate e frutta fresca. Un bel modo per trovare ristoro nel caldo-umido caraibico. Se si vuole è possibile anche fare una breve escursione dell’isola, per scoprire i suoi meravigliosi scorci. I più pigri potranno godersi il paesaggio e le acque della spiaggia centrale. Nell’uno o nell’altro caso, la scelta è giusta!

Snorkeling nella barriera corallina

Una tartaruga marina nelle acque al largo di Tulum

Faccia a faccia con gli animali marini che avete visto soltanto nei documentari del National Geographic: nel mar dei Caraibi è possibile! Enormi tartarughe, razze, barracuda, pesci di ogni forma e dai colori sgargianti. Fare snorkeling nelle acque dello Yucatán regala emozioni uniche. Al largo della Riviera Maya si trova la Grande barriera corallina mesoamericana, la seconda più grande del mondo con i suoi 965 chilometri. Un luogo che aveva conquistato per la sua bellezza un grande esploratore come Jacques Cousteau che certo di posti straordinari ne ha visti tanti.

Le acque dei caraibi sono particolarmente indicate per lo snorkeling, grazie alla loro pulizia che consente di scrutare le bellezze sottomarine anche a grandi distanze. Armati di maschera, boccaglio e giubbotto salvagente, potrete facilmente esplorare gli anfratti più nascosti della barriera corallina. Ma attenzione: se vi capita di trovarvi faccia a faccia con una tartaruga evitate di toccarla, così come è meglio stare alla larga dai coralli, per evitare l’azione urticante di alcune specie.

Sono tante le spiagge da cui è possibile partire per fare snorkeling. Tra le più note c’è Cozumel, l’isola che si trova proprio davanti al vivacissimo centro turistico di Playa del Carmen. Nell’isola sono decine in punti di immersione, tra cui il Parque Celerain e l’arrecife Palancar, dove si possono ammirare grotte, coralli spettacolari e canyon sottomarini. Un altro punto eccezionale per gli amanti dello snorkeling è Punta Sur. Suggestivo anche immergersi davanti alle spiagge bianchissime di Tulum. Con sullo sfondo le rovine Maya, potrete immergervi nelle sue acque smeraldo e fare incontri ravvicinati con barracuda e tartarughe marine. Consigliatissimo anche lo snorkeling davanti alle acque di isla Contoy, dove è possibile immergersi in diversi punti della barriera corallina. Anche qui non mancheranno i piacevoli vis-à-vis con i pesci coloratissimi dei caraibi e con le onnipresenti tartarughe marine.

Passeggiare per la Quinta Avenida di Playa del Carmen

Passeggiata lungo la Quinta Avenida a Playa del Carmen

“¿Hola caballero, quieres probar la mejor tequila de Mexico?”. Partiamo da un punto fermo: tutti i negozietti e le bancarelle che si affacciano sull’infinita Quinta Avenida di Playa del Carmen vendono la miglior tequila del Messico. Fare due passi in questa via significa compiere un vero e proprio slalom tra i “buttadentro” di locali e negozi. Non mancano folkloristici richiami, battute in spagnolo, italiano e inglese (negli ultimi due casi decisamente “maccheronici”) e dubbie riproduzioni del verso del giaguaro, tutte nel tentativo di attirare i turisti. Negozi, ristoranti, pub, club notturni: stiamo parlando di una delle zone turistiche di punta della Riviera Maya ed è proprio questo il suo bello. Un vero e proprio paese dei balocchi per chi ama lo shopping e vuole fare il pieno di souvenir da regalare ad amici e parenti una volta ritornati a casa.

Passeggiare per questa lunghissima “avenida”, interamente pedonalizzata fa decisamente sentire in vacanza. Edifici bassi in stile coloniale, musica latina ad ogni angolo, coloratissimi murales, palme e quella piacevole atmosfera “incasinata” e allegra tipica dei caraibi. Un paradiso anche per chi vuole assaggiare la cucina messicana. Lungo la Quinta Avenida non si contano i ristoranti dove è possibile gustare tacos, guacamole, ottime tortillas e la freschissima e gustosissima frutta tropicale (l’ananas è fantastica!). Ovviamente tutto innaffiato da una fresca “cervezita” ornata da un’immancabile fetta di lime, o per i più “temerari”, da tequila e mexcal.

Ovviamente non mancano i locali notturni. In una vacanza a Playa del Carmen, dovrebbe essere d’obbligo una tappa al Coco Bongo, molto più di una semplice discoteca. Nella Calle 12 si trova questo famosissimo locale dove si può ballare al ritmo della musica più trendy del momento e soprattutto assistere ai bellissimi spettacoli, dove ballerini e acrobati si esibiscono in show straordinari ispirati ai grandi miti del cinema e della musica pop–rock mondiale. Il costo del biglietto di ingresso non è certo bassissimo (70 dollari), ma ne vale certamente la pena, anche perché comprende la consumazione di bevande all’interno del locale per tutta la serata.