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Viva La Habana, perché quando arrivi ad accoglierti senti subito un’atmosfera fuori dal tempo. Viva La Habana, perché a Parque Central devi evitare l’assalto delle guide turistiche. Viva La Habana, perché se sei italiano susciti simpatia e forse prendi qualche fregatura in meno. Viva La Habana, perché ti sorprende la bellezza dei palazzi coloniali decadenti. Viva La Habana, perché tutto è Revoluciòn. Viva La Habana, perché il fascino delle vecchie e sgangherate Chevrolet rende sopportabile anche il loro fumo nerissimo. Viva La Habana, perché davanti alla cattedrale di San Cristobal si respira la storia.

Per le strade dell’Avana

Viva La Habana, perché puoi ammirare la bellezza meticcia dell’umanità. Viva La Habana, perché è impossibile sfuggire agli sguardi delle chicas. Viva La Habana, perché nella patria del daiquiri ci sono anche locali dove è impossibile che ve ne facciano uno. Viva La Habana, perché “l’italiano ha il naso grande e la camminata di Al Capone”. Viva La Habana, perché la sua atmosfera pigra e allegra ti fa sentire ancora di più in vacanza. Viva La Habana, perché ad ogni tavolo il rum non manca mai. Viva La Habana, perché anche la povertà ha un volto dignitoso e uno sguardo sorridente. Viva La Habana, perché a calle Obispo è impossibile non battere i piedi al ritmo della salsa. Viva La Habana, perché rimani conquistato dalla calorosa simpatia dei cubani. Viva La Habana, perché il succo di canna da zucchero è di una bontà indescrivibile. Viva La Habana, perché tutti si improvvisano tassisti. Viva La Habana, perché ti perderesti per ore tra i colori del mercado de Artesania. Viva La Habana, perché anche un anticomunista fa la foto con Che Guevara. Viva La Habana, perché dopo un po’ ti abitui anche allo stile allegramente “tamarro” della gente. Viva La Habana, perché non puoi andar via senza aver bevuto almeno una Bucanero.

Una Chevrolet a Plaza dela Revoluciòn

Viva La Habana, perché anche nei quartieri più degradati non ti senti mai davvero in pericolo. Viva La Habana, perché è inutile sfuggire agli schizzi delle onde che si infrangono sul Malecón. Viva La Habana, perché ogni locale ha il mojito migliore della città. Viva La Habana, perché i gruppetti di bambini dell’Habana Centro giocano, ridono e si divertono con poco. Viva La Habana, perché il Capitolio lascia senza fiato. Viva La Habana, perché visitandola capisci l’amore di Hemingway per questa città. Viva La Habana perché è un cantiere a cielo aperto, dove “tutto è lento”. Viva La Habana, perché non ti stancheresti mai di mangiare pollo, maiale alla griglia e riso. Viva La Habana perché ad ogni passo rimani stregato dalla bellezza creola delle ragazze. Viva La Habana, perché ad ogni angolo qualcuno vuole venderti un sigaro. Viva La Habana, perché i modi di “fregare” il turista sono comunque geniali e mai invadenti. Viva La Habana, perché è la capitale del bivacco. Viva La Habana, perché la musica la senti ovunque: dai locali, ai taxi e agli stereo portatili. Viva La Habana, perché dopo un po’ di tempo ti fai piacere anche il reggaeton cubano. Viva La Habana, perché quando la lasci, dentro di te sai già che non è un addio, ma solo un arrivederci.