SHARE

Favignana, la farfalla del Mediterraneo, è la più famosa e più popolosa isola delle Egadi. Sicilia occidentale, venti minuti di aliscafo da Trapani e un mare talmente limpido da fare concorrenza alle piscine. Chi ci è stato (vedi chi scrive ndr.) non vede l’ora di tornarci e quando torna a casa non fa altro che scorrere la galleria del cellulare per riguardare incredulo le foto del mare. Ma Favignana, come tutte le isole del Mediterraneo, è molto più del suo mare. Un castello a quasi mille metri d’altezza da cui guardare un tramonto mozzafiato, un ex stabilimento per la lavorazione del tonno trasformato in un museo multimediale, resti e testimonianze della prima Guerra Punica, ricette secolari, gusti e profumi di una terra millenaria.

Ecco una lista delle cinque cose da non perdere a Favignana:

Le calette di Favignana in barca

Un bagno tra le calette di Favignana

La vita a Favignana scorre tranquilla e anche gli orari sono quelli tipici della vacanza in relax, le gite in barca partono tutte dal porto turistico, non prima delle 10 di mattina. Nessuna sveglia all’alba, tutto il tempo per fare una buona colazione con i dolci siciliani e si parte per il periplo dell’isola. Una dopo l’altra si visitano tutte le calette e in ognuna vale la pena fare un tuffo nell’acqua incredibilmente limpida e ricca di pesci. Queste escursioni permettono di fare numerosi bagni e di esplorare grotte e anfratti della costa. Molte barche sono fornite di maschere e pinne per lo snorkeling, così come di giubbotti di salvataggio per chi non sa nuotare, ma non ha nessuna intenzione di perdersi la possibilità di fare un bagno indimenticabile.

Tra le varie offerte per questo tipo di escursione il consiglio è quello di scegliere la formula con il pranzo compreso. Pranzare a bordo può essere un’esperienza gastronomica interessante. In questi pasti caserecci si possono assaggiare prodotti tipici siciliani sottolio e sottaceto, crostini con patè di tonno e pasta condita con il tipico pesto alla trapanese.

Durata: tutta la giornata (almeno 7 ore con pranzo a bordo)

Costo: 30-35 € a persona

Visita guidata agli stabilimenti Florio

Le antiche navi usate per la mattanza del tonno rosso

Arrivando al porto di Favignana, in traghetto o aliscafo, due cose saltano subito all’occhio, il castello e questa imponente struttura industriale, con tanto di capannoni e ciminiere. Un’immagine non proprio allineata a quello che tutti dipingono come un vero e proprio paradiso nel Mediterraneo. Superato l’iniziale shock ogni turista scopre che quelli sono gli stabilimenti Florio per  la lavorazione del tonno che tutte le guide (compresa questa ndr.) consigliano di visitare senza meno una volta sull’isola. Il consiglio vero è quello di prendere parte ad una visita guidata, che dura un’ora e mezza, in cui scoprire non solo la storia secolare della pesca del tonno, ma anche i secoli di storia che hanno segnato l’arcipelago delle Egadi, teatro in passato di commerci e battaglie navali. L’ala del museo dedicata alla Prima Guerra Punica, con contenuti multimediali e reperti di 2000 anni fa merita da sola il prezzo (decisamente contenuto) della visita.

Durata: un’ora e mezza

Costo: 6 € per la visita guidata

Il castello di Santa Caterina al tramonto

Il porto dell’isola visto dal castello

Non c’è niente da fare quando si vede un castello sulla sommità di un’altura la prima domanda che ci facciamo è: “chissà come ci si arriva?”. Bene al castello di Santa Caterina, che domina tutta l’isola di Favignana, ci si arriva solo ed esclusivamente a piedi, attraverso una bella salita (abbastanza impegnativa, ma non certo un percorso da scalatori) di una trentina di minuti. In cima la vista toglie il fiato, ma il consiglio è quello di andarci al tramonto. Se poi si viaggia in coppia la tappa è d’obbligo. Il castello di per sé non è proprio in ottime condizioni, molte parti sono inagibili, ma il terrazzo panoramico, da cui scattare l’immancabile foto ricordo da postare su Instagram, pare abbastanza solido.

Durata: almeno 2 ore (di cui circa una necessaria per salita e discesa)

Costo: gratuito

A spasso tra i giardini ipogei

Oltre alla pesca e lavorazione del tonno, la maggiore attività produttiva dell’isola è stata per secoli l’estrazione di rocce di calcarenite (erroneamente chiamata tufo ndr.) che ha lasciato segni profondi nella conformazione della superficie isolana. Si dice che con il finto tufo di Favignana sia stata costruita mezza Trapani. Oggi questo materiale non si usa più in edilizia, ma le cave a Favignana sono rimaste e gli abitanti dell’isola ne hanno ricavati dei veri e propri capolavori di botanica sotterranea, i famosi giardini ipogei. Quasi ogni cava nella parte sud dell’isola è stata trasformata in giardino, i più famosi sono quelli di Villa Margherita (la cui visita è a pagamento), ma non è difficile trovarne altri disseminati lungo la costa in contrada Bue Marino.

Durata: almeno 2 ore

Costo: da un massimo di 20 € fino a visite gratuite

Palazzo Florio, una perla liberty imperdibile

Esterno del Palazzo Florio

Oggi sede del comune di Favignana, Palazzo Florio, è stato per anni il simbolo del potentato della famiglia palermitana nelle Egadi. La sua architettura a metà tra liberty e neogotico cattura l’attenzione dei visitatori spiccando in maniera prepotente sullo scenario del porto turistico. Il suo giardino e le sue sale ospitano installazioni artistiche e mostre fotografiche. Mentre al piano seminterrato è stato inaugurato a luglio 2015 il pronto soccorso per le tartarughe marine. Il palazzo è poi un punto centrale per organizzare la visita dell’isola in quanto ospita l’infopoint turistico.

Durata: 1 ora

Costo: gratuito