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di Debora Silvestri

Uno dei ricordi di viaggio più belli che ho, è senza dubbio la vacanza a Tenerife, nel Dicembre del 2014, con il mio compagno Nataniele. Ormai è passato un po’ di tempo ma i ricordi sono ancora vividi e le foto scattate in quei giorni mi aiutano a rievocare quei bellissimi giorni come se si trattasse di qualche settimana fa… Fortunatamente avevo scritto anche un brevissimo diario di viaggio che oggi mi aiuta tantissimo nel raccontare questa magnifica esperienza…

2 Dicembre 2014: Siamo partiti dalla fredda e nuvolosa Bologna la mattina prestissimo, per atterrare 4 ore dopo e sentire un immediato bisogno di togliere giacca e felpa… una sensazione magnifica. Ricordo ancora quando, appena uscita dall’aeroporto vidi le prime palme… l’euforia era alle stelle. Abbiamo ritirato la nostra auto a noleggio (80€ x 10 giorni!!) e ci siamo subito diretti verso Los Cristianos dove si trovava l’appartamento che avevamo prenotato.

Los Cristianos è una città vivace e scoppiettante, una tipica località di mare nella quale potete vedere passeggiare giovani abbronzatissimi e i tipici turisti nordeuropei rossi come aragoste. Il “centro” è costituito da 3-4 vie che corrono parallele e si intrecciano andando verso la spiaggia: un collage di negozi di ogni genere e coloratissimi ristoranti. I ristoranti … non posso non aprire una parentesi sui ristoranti!! Ogni locale ha un “buttadentro” (posso chiamarli così?!) che se ne sta fuori all’ingresso e chiede ai passanti se vogliono mangiare … a qualsiasi ora !!!  E’ davvero uno spettacolo. A parte questo, la vita a Tenerife costa davvero poco e con una ventina di euro a coppia ci si può permettere una mangiata di pesce fresco (fresco davvero, quello che sa di oceano ed è stato pescato la mattina stessa al largo dell’isola) con tanto di vino e dolce! Chiusa la parentesi sui ristoranti. Percorrendo queste animate viuzze abbiamo potuto vedere meravigliose palme addobbate a festa per il Natale … cosa molto suggestiva per noi che siamo abituati ad associare le festività Natalizie al freddo ma… a Tenerife non è mai freddo! Poi si giunge alla prima spiaggia: una “piccola” baia dietro il porto di Los Cristianos, ci sono alcuni piccoli “galeoni” in stile pirateco ormeggiati nella baia, non ho mai capito esattamente quale fosse la loro funzione… probabilmente sono solo decorativi, infatti fanno la loro figura.

 

Natale a Tenerife

Las Americas: una piccola Las Vegas tropicale

Il mattino seguente, al nostro risveglio, il sole faceva capolino dietro il colle che delimita il lato Sud della città, colle sul quale si arrampica il complesso di appartamenti dove abbiamo alloggiato noi: The Heights. Alle Canarie è molto più diffusa l’usanza di affittare un appartamento che quella di prenotare una camera in un Hotel; questi ultimi non mancano di certo ma potrete notare voi stessi semplicemente facendo una semplice ricerca che gli ‘apartments’ sono in forte maggioranza. Il nostro era davvero grande e molto bello, di fattura nuovissima e arredato in maniera moderna, per non parlare del terrazzo vista oceano!! Il tutto per 400 euro alla settimana (sarebbe un appartamento per 4 persone … fate un po i conti).

La meta della nostra prima mattinata alle Canarie fu Playa de Las Americas: una vivace ‘Las Vegas’ di mare. Sì, perché questa località è assolutamente la più animata delle Canarie; questa vibrante e colorata destinazione turistica che è rinomata per l’atmosfera di festa 24 ore su 24, che la rende una delle più popolari località da visitare in tutta Europa. La meta più apprezzata dai giovani è sicuramente  “Las Veronicas” , striscia che si estende per circa un chilometro e costellata da night club, bar cabaret, spazi per musica dal vivo, negozi e ristoranti. Luci al neon, musica che si diffonde dai portoni e gente che danza per le strade! La notte o meglio ogni notte, tutto si anima di vita, per questo vi sembrerà di essere a Las Vegas.

Durante il giorno invece, potrete apprezzare i sontuosi edifici e negozi su tutto il lungomare, tra i quali giganteschi hotel e l’Hard Rock Cafè , che ha trovato dimora all’interno di uno degli edifici più grandi dell’isola, la Piramide de Arona, una visita è assolutamente dovuta! L’hard rock è senza dubbio una meta irrinunciabile per gli amanti della musica, anche se non volete fermarvi a mangiare o bere, potrete comunque fare un giro all’interno del locale per vedere e fotografare i numerosi cimeli musicali appesi alle pareti.

Hard Rock Café

Al di la degli edifici scintillanti e dei negozi dei maggiori marchi mondiali, c’è la meravigliosa spiaggia, concedetevi una passeggiata in riva all’oceano e non ve ne pentirete.

Un consiglio spassionato: se vi trovate a Tenerife e volete visitare Playa de Las Americas, usate i mezzi pubblici, andate in bici, a piedi, in motorino, in ginocchio, sui gomiti, strisciando … in qualsiasi modo ma non in macchina! Alle Canarie c’è, per qualche ragione, il culto dell’automobile (infatti le auto costano molto più che da noi), e ci sono più auto che persone! Infatti il traffico sull’isola è sempre piuttosto intenso e trovare parcheggio a Playa de Las Americas è praticamente impossibile e vi ritrovereste a girare per ore senza trovare l’ombra di un posteggio (come abbiamo fatto noi!).

L’Arrampicata verso Masca e le scogliere di Los Gigantes

Il secondo giorno ci siamo messi in macchina in direzione Los Gigantes: una destinazione da non perdere sulla costa occidentale di Tenerife. Gigantesche scogliere si tuffano nelle fredde acque oceaniche da un’altezza che varia tra i 300 e i 600 metri; possono essere ammirate da qualunque punto della città: località tipicamente Canaria: le case candide dai dettagli colorati e un mare di palme. Potrete scendere fino al porto per ammirare le scogliere da vicino, dalla piccola spiaggia sottostante.

Dopo una passeggiata a Los Gigantes, ci siamo rimessi in viaggio per raggiungere la meta principale della giornata: il villaggio rurale di Masca; una delle zone più pittoresche dell’isola. Questo incantevole piccolo villaggio può essere piuttosto difficile da raggiungere, noi ci abbiamo impiegato più di un ora in auto da Los Gigantes, le strade sono molto strette e tortuose ed è facile incrociare giganteschi autobus di ritorno dal villaggio, ma la fatica è assolutamente ricompensata dal viaggio, che vi trascinerà tra profonde gole che s’intersecano con flora lussureggiante e strade serpeggianti con curve a gomito. Lungo la strada, lo scenario è qualcosa di davvero mozzafiato e una volta giunti a Masca, ad attendervi troverete travolgenti bellezze naturali, potrete affacciarvi sul Barranco de Masca il burrone che corre dal villaggio fino alla piccola Baia di Masca (gli appassionati di Trekking possono affrontare la discesa a piedi che richiede più di tre ore, noi ci siamo accontentati del panorama!).

Non si può non concedersi una passeggiata tra le viuzze di ciottoli di questo verdeggiante e pittoresco villaggio, la vegetazione la fa decisamente da padrona e una volta giunti alla terrazza panoramica vi mancherà il respiro: l’intero villaggio giace appollaiato sulle creste rocciose e sembra che il primo alito di vento debba farlo precipitare giù per il burrone sottostante. Difficile descrivere a parole la magia di questo luogo!

Dopo l’avventura a Masca abbiamo deciso di ridiscendere a valle e tornare verso Los Cristianos, ed abbiamo dedicato il pomeriggio a esplorare due splendide località portuali nella parte più a sud dell’isola: el Mèdano e Las Galletas, che ci hanno regalato grandi emozioni anche grazie all’atmosfera del tardo pomeriggio/sera.

El Médano è una località sul mare che vi offrirà il tipico fascino delle Isole Canarie: una deliziosa lunga striscia di sabbia e spettacolari onde rendono questo luogo davvero speciale. Se amate gli sport acquatici, allora, questo è il posto che fa per voi, infatti, non appena raggiungerete la spiaggia lo sguardo verrà catturato dalle decine e decine di vele al vento; infatti questa è la zona più ventosa dell’isola (cercare di distendersi a prendere il sole al Médano, potrebbe risultare più una sofferenza che altro). Una deliziosa promenade si estende parallelamente alla spiaggia ed è fiancheggiata da negozi, ristoranti, bar e caffè dal gusto un po’ retrò e con un tocco un po’ bohémien.

Dopo aver goduto del paesaggio emozionante delle spiagge del Médano, ci siamo messi alla ricerca di un fantomatico porto particolarmente bello che Nataniele aveva visto durante il suo primo viaggio a Tenerife, a Settembre, non ricordava il nome, ma era sicuro che fosse da quelle parti, così, sulla strada del ritorno ci siamo fermati praticamente in tutte le città che avessero un porto, e alla fine lo abbiamo trovato: il porto di Las Galletas : a prima vista non sembra nulla di che (ero piuttosto perplessa all’inizio), un porto carino dagli edifici blu cobalto… ma proseguendo la passeggiata fino alla fine del molo si può raggiungere il bar del faro e la piccola scogliera retrostante… girando attorno al bar e arrampicandosi sugli scogli abbiamo assistito ad uno dei tramonti più belli che io abbia mai visto…. (la foto non vi rende assolutamente giustizia)

Paesaggi lunari al Parque National del Teide

Il giorno seguente, partiti di buon ora per visitare il Parque National del Teide, dall’assolata costa meridionale raggiungiamo una cittadina chiamata Villafor caratterizzata da uno scenario tipicamente alpino: da qui iniziamo la salita in auto verso il picco più alto della Spagna: il Teide (3718m).

Avventurandosi sempre più in alto sino a toccare le nuvole, il paesaggio cambia notevolmente e una volta entrati all’interno del perimetro che delimita il Parco Nazionale (quota 2000m circa) ci si trova dinanzi a uno spettacolare paesaggio lunare, il silenzio è irreale e la pace regna sovrana.

In inverno il parco può essere innevato, noi abbiamo trovato una meravigliosa giornata di sole leggermente al di sopra delle nuvole, la cima del Vulcano era invece incappucciata da una magica coltre bianca, la visita al Parque National del Teide è un esperienza emozionante che raccomanderei a tutti.

Una volta dentro il perimetro del parco si segue la strada tra gole e spettacolari creste rocciose, e di tanto in tanto ci si imbatte in una valle lavica (sotto) , dove si può chiaramente distinguere la colata ormai impietrita.

Lungo la strada si trovano numerose piazzole “fotografiche” situate in punti strategici dalle quali si possono osservare tutte le particolarità del parco. Potreste girare per settimane all’interno del parco senza annoiarvi mai.

Giunti in fondo al percorso ci si trova proprio ai piedi del Teide, il miglior modo per raggiungere il punto più alto della cima è la funivia, purtroppo, nel periodo della nostra visita il servizio era stato momentaneamente sospeso a causa della neve sulla cima. Una volta giunti in cima, potrete passeggiare tutt’intorno e godere di viste mozzafiato. Qui, vi troverete quasi vicino alla sommità ma l’unico modo per raggiungere la bocca del vulcano è richiedere prima un permesso che è possibile ottenere collegandosi al sito web del Parco Nazionale. Il permesso è gratuito ma serve per avere una sorta di “prenotazione” visto che l’accesso al tratto finale del picco, è limitato a un certo numero di persone al giorno. Una volta ottenuto il permesso avrete una finestra di 2 ore per giungere alla cima e dovrete tassativamente presentarvi nella fascia oraria indicata.

Una volta raggiunto il punto più alto della Spagna potrete godere delle viste mozzafiato di Gran Canaria, La Palma, La Gomera e El Hierro dalla cima dell’attrazione turistica più visitata dell’isola. Qualunque località abbiate scelto per il vostro soggiorno a Tenerife, non potete perdervi la visita a questo emozionante parco.

Alla ricerca dei Delfini

Dopo le grandi emozioni al parco nazionale siamo tornati sul mare e abbiamo deciso di recarci al porto, per informarci sulle escursioni in barca con lo scopo di vedere i delfini. Al porto di Los Cristianos ci sono innumerevoli chioschi ed agenzie che offrono questo servizio. Diffidate di coloro che promettono di “farvi toccare i delfini” perché queste compagnie si avvicinano troppo ai cetacei, provocando loro stress inimmaginabili. Se vogliamo ammirare questi magnifici animali nel loro habitat naturale, dobbiamo farlo senza interferire con la loro vita e passando il più possibile inosservati, se poi saranno loro a volersi avvicinare alla barca, tanto meglio (spesso di vedono delfini che “inseguono” le barche stando nella loro scia).

Abbiamo optato per la “Travelin’ Lady” e abbiamo prenotato un escursione di due ore per il pomeriggio stesso. Dopodiché, siamo andati a mangiare in un ristorante rinomatissimo a Los Cristianos: El Pincho (consigliatoci da Nikolas, figlio maggiore dei nostri amici del bar El Congreso di cui vi parlerò in un post dedicato),  devo dire che le aspettative non sono state assolutamente disattese, tant’è che vi siamo tornati a pranzo anche nei giorni successivi, ma sto divagando. Questo ristorante (o tapas bar come lo definiscono gli spagnoli) merita decisamente un articolo tutto per se.

Dopo il delizioso pranzo a El Pincho siamo tornati al porto, in attesa della barca che ci avrebbe portato alla scoperta dei cetacei che abitano le acque Canarine.

Dovete sapere che le Canarie sono un punto ideale per gli appassionati di Whale Watching, perché costituiscono un canale di passaggio assai frequentato da innumerevoli specie di cetacei: dai delfini comuni ai globicefali, che abitano in maniera fissa le acque Canarie, fino alle orche, alle balene e alle megattere, che in determinati periodi dell’anno migrano passando proprio da qui, ed ai più fortunati può capitare di vederle.

Una volta saliti a bordo del battello e scattate le classiche “foto-ricordo” di rito (quelle che poi a fine giro cercano sempre di venderti a caro prezzo, ndr) siamo pronti, si parte. Io e Nataniele non temiamo affatto i flutti e ci siamo posizionati subito a prua, così da poter avvistare e fotografare meglio gli amati mammiferi marini, il mare era mosso e ci siamo letteralmente lavati ma ne è valsa la pena. Poco dopo essere usciti dal porto il capitano si dirige subito verso alcuni stormi di gabbiani che volavano in cerchio sul pelo dell’acqua, abbiamo presto capito il motivo, una famiglia di delfini nuotava proprio li sotto; è stata un’emozione incredibile, solo chi ha avuto la fortuna di avvistare questi splendidi animali nel loro habitat naturale può capire quanto sia diverso dal vederli rinchiusi in un acquario/delfinario, mi è mancato il fiato per un istante.

Dopo aver osservato per un po’ questi magnifici esemplari, ci siamo diretti un po’ più al largo … ed ecco un nuovo spettacolo della natura; nuove pinne dalla forma diversa affiorano dal pelo dell’acqua: sono i globicefali, comunemente detti “delfini balena”. Erano tantissimi, questi mammiferi molto più grandi dei comuni delfini nuotavano intorno alla nostra imbarcazione, seguendoci a tratti, uscendo dall’acqua con la loro testona tozza e dolcissima.

Che dire, emozioni indimenticabili durante questa gita in barca (costata a malapena 15 euro a testa per 2 ore di avvistamenti) … esperienza stra consigliata ed assolutamente un must per chi si trova a visitare quest’isola.

Dopo qualche giorno di puro relax in spiaggia, infine, abbiamo fatto ritorno a casa. Con il cuore un po più ricco, e con tanta voglia di tornare su un’isola che, dopo una sola settimana, sentiamo già un po’ familiare.